THE AMAZING ACADEMY AWARDS 2017

Chissà perché dopo le polemiche sul Presidente degli Stati Uniti THE DONALD alla serata degli Oscar di domenica 26 Febbraio 2017 NON poteva mancare anche LA clamorosa gaffe. Si perché l’ambita statuetta d’oro, quella per il MIGLIOR FILM, quella che viene consegnata per ultima, quella che arriva verso le 6 del mattino in Italia/Europa, 9 ore in meno a Los Angeles, ecco, questa volta è successa una cosa CLAMOROSA. Un Errore che viene giustificato dall’Academy come errore tecnico. Sarà, ma bastava leggere cosa c’era scritto per capire l’errore ed evitare ai tre emozionati produttori di

 LA LA LAND di fare dei ringraziamenti poi risultati assolutamente inutili visto che veniva loro sfilata la statuetta e consegnata ai legittimi proprietari del film MOONLIGHT, ossia ufficialmente il MIGLIOR FILM. Leonardo Di Caprio l’anno scorso vinse l’Oscar dopo anni di grandi film e grandi esclusioni; diceva, prima di vincere, che non gliene fregava nulla degli Oscar, se li vinceva, se non li vinceva, se veniva nominato, se non veniva nominato. Poi vinse e fu contento, ma questa è tutta un’altra gubba (dicono a Sassari!).

Ora sarà pur vero che nessuno è morto, però in una nazione dove l’organizzazione è tutto, dove LA SERATA/NOTTE  DEGLI OSCAR è la trasmissione più vista del mondo, questa è stata davvero una pessima figuraccia. Si potrebbe sparare (a salve però!!) su WARREN BETTY, sebbene non sia stato lui a dire

LA LA LAND bensì FAYNE DUNAWAY, due mostri sacri del Cinema hollywoodiano scelti per la consegna delle ultime statuette perché cadeva  l’anniversario dei 50 anni del loro film “Bonnie e Clyde” . Ebbene, cosa è successo al teatro Kodak di Hollywood? Esattamente che chi avrebbe dovuto dare la busta giusta ha sbagliato.

 PUNTO!  Una cosa doveva fare e l’ha sbagliata!! Poraccio!!!

Esistono due valigette identiche con tutte le buste dei vincitori e le persone che le detengono sono ai due estremi opposti del palco. Non sanno da dove escono gli attori a cui devono consegnarle, essendocene due di copie, appena viene consegnata la busta, una delle due, l’altra deve essere messa da parte, distrutta, o non so cosa. Ed invece la persona che NON ha consegnato a Leonardo Di Caprio la busta come MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA  (Emma Stone) sbaglia e consegna la stessa identica busta a Warren Betty che vede scritto Emma Stone “La La Land”. Non capisce, fa delle facce strane, ma Fayne Dunaway legge La La land e LO DICE.

  P a t a t r a c ! !

NESSUNO interviene, devono passare alcuni minuti e i ringraziamenti (inutili!) dei produttori di LA LA LAND prima che THE MISTAKE (l’errore) fosse svelato e consegnate le statuette ai legittimi vincitori di MOONLIGHT.

Ecco, questo per quel che riguarda la scena finale degli OSCAR.

DIVERTENTE, VERO? 😦

Stendiamo il famoso velo pietoso e proseguiamo.

Chi vince come MIGLIOR REGIA è si LA LA LAND di Damien Chazelle. Il musical aveva ben 14 candidature e l’altra nomination trasformatasi in statuetta è stata quella come MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA Emma Stone.

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA CASEY AFFLECK, fratello di Ben, dove ha interpretato un personaggio NON basato su nessun libro; difatti MANCHESTER BY THE SEA ha vinto anche come MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE.

Il film protagonista del confuso finale della serata degli Oscar MOONLIGHT ha avuto anche il riconoscimento come MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA, ossia Mahershala Ali.

Certo che HOLLYWOOD, l’ACADEMY è davvero strana: l’anno scorso fu contestata perché non c’erano candidati di colore, quest’anno non solo premia come MIGLIOR FILM e MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE una pellicola con personaggi di colore che è contemporaneamente una storia gay (tanto oramai è di moda esserlo, dicono i malpensanti, sarà vero? Ma soprattutto ci si guadagna a dirlo? MISTERO). L’Academy fa di più: riconosce ambedue gli attori NON protagonisti, uomo e donna, artisti di colore come i MIGLIORI.

Sembra quasi a comando quest’Academy, basta giusto un poco contestare e via che fa quello che serve. Ho i dubbi adesso, la MERITOCRAZIA esiste o no a HOLLYWOOD? E’ pur vero che è una votazione, che essere premiati agli OSCARS dipende da quanti voti ti danno, NON QUANTO SEI BRAVO.

Solo a Hollywood è così?

Nada, direi di noi!

E’ C’est la vie!

Se sei amico dei Membri dell’Academy forse è meglio, più te ne sei arruffianato più possibilità hai e di lavorare e di vincere. E nella vita non è forse così? Se sei amico di tutti, se sei simpatico a tutti, se non litighi con nessuno, se ti tieni stretto anche i nemici che ti potrebbero servire allora dovresti avere più possibilità. Quindi NON prendere posizioni su nulla, ecco. Bisognerebbe essere così, tipo la Svizzera, NEUTRALI, amico di tutti, nemico di nessuno; non chiedermi di essere dalla tua parte, non posso.

 C’est la vie!!

 

MIGLIOR FILM: Moonlight

MIGLIOR REGIA: Damien Chazelle (La La Land)

MIGLIOR ATTORE: Casey Affleck (Manchester by the sea)

MIGLIOR ATTRICE: Emma Stone (La La Land)

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Mahershala Ali (Moonlight)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Viola Davis (Barriere)

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Manchester by the sea

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: Moonlight

MIGLIOR FILM STRANIERO: Il cliente (Iran)

MIGLIOR FILM ANIMAZIONE: Zootropolis

MIGLIOR FOTOGRAFIA: La La Land

MIGLIOR SCENOGRAFIA: La La Land

MIGLIOR MONTAGGIO: La battaglia di Hacksaw Ridge

MIGLIOR COLONNA SONORA: La La Land

MIGLIOR CANZONE: City of Stars (La La Land)

MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Il libro della giungla

MIGLIOR SONORO: La battaglia di Hacksaw Ridge

MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: Arrival

MIGLIOR COSTUMI: Animali Fantastici e dove trovarli

MIGLIOR TRUCCO: Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson (Suicide Squad)

MIGLIOR DOCUMENTARIO: O.J.: Made in America

MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO: The White Helmets

MIGLIOR CORTO: Sing

MIGLIOR CORTO D’ANIMAZIONE: Piper.

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La rete non perdona

Non poteva mancare la foto in relax del capro espiatorio dell’eliminazione dell’Italia da Euro 2016, ossia GRAZIANO PELLE’. E non potevano mancare, come sempre, da quando esistono i SOCIAL, le barcate di ingiurie, la maggior parte censurate o censurabili. Non è tollerabile che un ragazzo di 31 anni (32 il prossimo 15 Luglio) che di lavoro fa il calciatore, che forse prende milioni di euro per prendere a calci una palla, che forse potrebbe avere tutte le donne che vuole, che forse fa la bella vita (magari sudata ma pur sempre invidiata!), che sicuramente giocava nell’Italia di Conte e che forse o magari non si meritava la convocazione che si GODA la vita dopo avere causato, anche se non volontariamente, l’eliminazione della Nazionale Italiana di calcio dall’Europeo 2016. NO, non si può vedere che “Grazianeddu” bere a bordo piscina col suo compagno di camera Marco Parolo a Euro 2016 un cocktail, che forse sembra divertirsi, che forse sorride e se la gode, NO, forse non può a pochi giorni dalla cocente delusione per milioni di Italiani buttarci in faccia che lui se ne stracafotte se sicuramente la Nazionale Italiana di calcio non giocherà la Semi Finale di Euro 2016 con la Francia a Marsiglia allo Stadio Velodrome,  NO!

Forse il fatto è che c’è la CRISI, che milioni di persone non hanno lavoro e vedono che uno stronzetto qualunque si metta a fare il gradasso col portiere Campione del Mondo di Germania non centrando nemmeno la porta (perché se l’avesse fatto probabilmente non si sarebbe scatenato il putiferio!). Forse leggere che alcuni giornalisti lo difendono a spada tratta allo stesso modo come i tifosi lo inforcano dà noia agli Italiani, ma non sanno che tenere buoni coloro che gli da danno da lavorare è l’unica maniera per ottenere interviste, essere considerati dalle Società di calcio per poi magari passare a lavorare per loro, o finire a fare il telecronista per qualche tv. Il giornalista sa che per i tifosi o bianco o è nero, non vi sono vie di mezzo. Pellè avrà tutte le scusanti che si vogliono trovare ma per il tifoso, quello gravemente affetto da “calcite”, per questa tipologia di persone che vivono il calcio nella maniera magari sbagliata-malata, ecco, per tutti questi elementi Graziano dovrebbe essere crocifisso. Ora l’analisi a qualche giorno dall’eliminazione dal Campionato Europeo va fatta in maniera onesta; l’Italia ha esordito sconfiggendo bene i favoriti del Belgio (e Graziano ha segnato!), poi ha tenuto testa ai Campioni D’Europa e li ha sconfitti sul campo e senza rigori e con un’altra rete di Pellè,  per fortuna. Forse (e sto ironizzando) la Spagna di quest’anno non è stata nemmeno la lontana parente di quella che ha vinto il Campionato del Mondo nel 2010 e d’Europa consecutivamente nel 2008 e nel 2012. Ma nemmeno a parlarne. Forse gli iberici erano stanchi, sia nella partita con la Croazia sia in quella con l’Italia sembravano spenti, privi di ogni mordente, solo Iniesta (a mio parere) aveva qualcosa in più, l’unico che sull’1-0 ancora tentava qualche manovra offensiva. Invece la Germania è sembrata squadra più quadrata e vorrebbe rinfrescare il palmares con una nuova vittoria Europea, l’ultima fu quando sconfisse in Finale la Repubblica Ceca 2-1.

Tornando al “ CASO PELLE’ ” certamente, come in passato e per Campioni certamente più celebri, il tempo guarirà le ferite degli italiani;  non appena inizierà il Campionato di Serie A le attenzioni dei SOCIAL passeranno a fare i raggi X a qualcun altro. Graziano, tranquillo, la lezione credo ti sia stata utile, magari la prossima volta evita di fare lo sciocco, guardati Cocco!

https://www.youtube.com/watch?v=QgaoXGw4fqE

 

 

Grazie Pellè….

Germania-Italia 2016, ossia la rivincita di Germania 2006, dieci anni dopo, si è risolta ai calci di rigore. Tanti calci di rigore, troppi calci di rigore, 6 a 5 il risultato finale (7-6 incluse le reti nei tempi regolamentari), 18  penalty di cui 3 calciati fuori (2 dall’Italia e uno dalla Germania), 3 parati (2 da Neuer e uno da Buffon) e 1 palo colpito dalla Germania. Ai primi 5 rigori eravamo 2-2 e poi a oltranza sino all’errore fatale di Matteo Darmian, ma non su di lui parleremo in maniera negativa, no, ci sta fallire un rigore quando sei stremato, nervoso, fischiato e terrorizzato di sbagliare. Si parlerà di due azzurri che dovranno prendersi le colpe di questa sconfitta. Si badi: è vero che noi Italiani (e non solo noi, però!!) siamo sempre lì a cercare i complotti e i capri espiatoi in ogni situazione, ma quella che analizzeremo è un’altra questione. Essere un calciatore di una squadra di Club e maggiormente della Nazionale è una rappresentanza; quando vesti la maglia Azzurra in particolare non sei Graziano Pellè o Simone Zaza,  rappresenti tutti i milioni di italiani e ti DEVI comportare in maniera consona al ruolo che hai, in tutte le situazioni, tutte! Non è la prima volta che la Nostra Nazionale perde alla lotteria del penalty, sino al Mondiale di Germania 2006 siamo stati sempre sconfitti con Grandi calciatori a farci piangere, i “Roberto” sia a Italia 1990  e a Usa 1994 su tutti .Un risultato inaspettato perché i Campioni del Mondo in carica non hanno espresso quel calcio che ci si sarebbe aspettati di fronte alla squadra italiana che oltre ai Campioni del Mondo 2006 aveva tra le sue file giocatori di spessore “Contiano”. Si perché è dubitabile che un altro Commissario tecnico avrebbe preso in considerazione Graziano Pellè o Giandomenico Giaccherini, calciatori di indubbia caratura tecnica ma che da anni per guadagnarsi la pagnotta sono dovuti migrare, casualmente entrambi nel Paese dove andrà ad allenate il nostro già ex Commissario Tecnico ex Juventus. Una migrazione non paragonabile certo a quella di milioni di migranti che giornalmente sbarcano in Italia coi barconi, no, con aereo, passaporto, documenti in regola e contratto ben pagato. Le scelte di Antonio Conte, forse anche perché ex Juventus, sono sempre state molto poco apprezzate dalla critica, da chi di calcio se ne intende, già dalla sua elezione a Commissario Tecnico. Ma la Stampa che conta, la critica che tira i fili di questo Paese “certe” cose non può dirle e smentire se stessa con contro riflessioni che metterebbero sul banco degli imputati proprio colui che osannavano prima della partita, della classica partita coi teutonici. E’ curioso che in Germania nel 2006 vincemmo e adesso, dieci anni dopo, in Francia, in un Paese dove abbiamo pianto sempre ai calci di rigore (la traversa colpita da Gigi Di Biagio sta ancora tremando…..) ora siamo noi a lacrimare e i tedeschi a ridere e a deriderci sui quotidiani. Sebbene cercare le mamme degli Azzurri (che nemmeno la mamma adesso ci può far nulla!)  è stata una caduta di stile, ma ci siamo abituati ad essere dipinti da sempre con pizza & mandolino!  E quindi la prima volta che la Germania ci batte a questi livelli, perché le amichevoli, sebbene a nessuna piaccia perdere, be quelle gliele possiamo far anche vincere. Ma queste partite importanti le abbiamo sempre vinte Noi. Doveva capitare, comunque, prima o poi, alla fine sarebbe dovuto succedere, si sperava più in “poi”!. La sconfitta era ampiamente prevedibile, ma non così, così fa male. Ma quando sarebbe dovuto succedere ci si sarebbe dovuto togliere il cappello e riconoscere la superiorità avversaria, come detto ripetutamente dall’ormai nostro ex Commissario Tecnico (a proposito, Auguri Signor Ventura!). Essere signori e signorili di fronte ad una sconfitta meritata è un comportamento intelligente, anche se non è da tutti riconoscerla. Ma non è questo il caso, ci sono altre cose da dire. Nessuna testata importante a livello nazionale, almeno a livello cartaceo e il giorno dopo la sconfitta, ha avuto il  coraggio di evidenziarlo. Solo piccoli articoletti microscopici che se li vai a cercare con la lente di ingrandimento li trovi! Ed allora oggi non sono sorpreso di NON leggere sui meritevoli giornali sportivi, “rosa” e non, le solite critiche che Conte e le sue scelte avevano subito prima di Italia-Belgio. PRIMA era massacrabile, dopo no! Ci scherzava anche lui in sala stampa, menando per il naso gli stessi giornalisti che lo massacravano sino al giorno precedente! Quella partita, Italia-Belgio, la Madre di tutto l’Europeo Azzurro ha zittito tutti, anche chi massacrava Conte per i risultati ottenuti (è ironico) nelle amichevoli pre-Europeo. Dal quel 2-0 inflitto ai potenziali vincitori di Euro 2016, poi sonoramente battuti dal Galles di Bale 3-1 ai Quarti, nessuna critica, solo elogi e fiori. Sebbene a fine mattinata i sarcastici commenti degli utenti della rete hanno costretto i giornali, gli stessi giornali sportivi citati precedentemente, a spostare l’attenzione sui calciatori che hanno commesso gli errori fatali dagli 11 metri. Non che si debbano perseguitare, no, sarebbe buona creanza, tuttavia, da questi due signori, aspettarsi (ma non succederà mai!!) che prendano in mano i loro attributi e si scusino con la Nazione per il loro disdicevole comportamento. In ordine di apparizione SIMONE ZAZA, entrato APPOSITAMENTE per tirare uno dei rigori, quando al 15esimo minuto del secondo tempo supplementare il Commissario Tecnico lo faceva subentrare al posto di Chiellini. Sarebbe stato meglio che questi fosse rimasto a scaldare la panchina per non vedere l’obbrobrio che combinava facendo il balletto ridicolo e poco produttivo che poi terminava con il calcio del pallone fuori dallo specchio della porta tedesca.

La rete ironizza così:

Su Zaza potremmo lasciar parzialmente perdere; probabilmente lo juventino era particolarmente agitato, nervoso, spaventato e tutto ciò che potrebbe servire a giustificarlo. Insomma un giovane che per la prima volta nella sua carriera calciava un rigore così importante. Se poi analizzassimo i suoi precedenti calci dagli 11 metri la tipologia di movimenti è sempre la stessa, in questo con la Germania tuttavia la rincorsa ampliata e il movimento esasperato delle gambe è terminata in maniera disastroso. Ma ciò che è inammissibile è quello che ha combinato Graziano Pellè, l’idolatrato Graziano Pellè, colui che anche dopo la fine della partita non è stato minimante cercato, nemmeno dal Commissario tecnico per scaricare su di lui la responsabilità dell’uscita dall’Europeo. Credo personalmente si sia voluto glissare per non enfatizzare e non crocifiggere il ragazzo. Ma il web non ci ha pensato troppo su di chi mettere gli occhi per cercare un colpevole. Non sempre ci sono dei colpevoli, chi non fa nulla non è imputabile di nulla, ma Graziano forse non si è reso conto, giusto per essere sottili, di chi aveva davanti e di come si sia permesso di comportarsi. In prima battuta, in diretta, notai questo gesticolare dell’italiano prima di tirare il rigore, ma ero nervoso e agitato.

Ma dopo avere visto come ha calciato quel penalty si sarebbe dovuto non crocifiggere, ma cacciare dalla Nazionale come punizione per un anno. Ci penserà il Signor Ventura a cazziare e a far maturare il Pellè, sempre che venga convocato. Un po’ più anziano di Conte, il buon Giampiero sostituisce un allenatore che non ha vinto nulla (nella Nazionale!!) che è pronto a vincere nel Chelsea.

Per fortuna alla 15.34 di oggi, Domenica 3 Luglio 2016, trovo questa dichiarazione di Pellè, non so a che ora l’abbia fatta, ma almeno l’ha fatta:

“Chiedo scusa all’Italia, ma non volevo prendere in giro nessuno, neanche il loro portiere. Siccome si muoveva molto, ho fatto il gesto dello scavetto, sperando che si fermasse. Ma credo che manco se ne sia accorto. Sono il primo ad essere dispiacere, anche se alla fine Neuer mi ha salutato, dicendomi che sono un gran calciatore. Sono arrivato qui da nessuno e vado via da nessuno, se avessi segnato il rigore per tutti sarei stato un fenomeno”.

Dopo il tabellino della gara troverete un testo copiato da Facebook di un utente arrabbiato ma riflessivo; leggete e fate le vostre considerazioni!

Auguri Mister!

Germania-Italia 7-6 d.c.r.
(al 45′ 0-0, al 90′ 1-1, al 120′ 1-1)

MARCATORI: Özil (G) al 20′, Bonucci (I) su rigore al 33′ s.t.

SEQUENZA RIGORI: Insigne (I) gol, Kroos (G) gol, Zaza (I) fuori, Müller (G) parato, Barzagli (I) gol, Özil (G) palo, Pellè (I) fuori), Draxler (G) gol, Bonucci (I) parato, Schweinsteiger (G) alto, Giaccherini (I) gol, Hummels (G) gol, Parolo (I) gol, Kimmich (G) gol, De Sciglio (I) gol, Boateng (G) gol, Darmian (I) parato, Hector (G) gol.

GERMANIA (3-5-2): Neuer; Höwedes, Boateng, Hummels; Kimmich, Khedira (dal 16′ p.t. Schweinsteiger), Kroos, Özil, Hector; Müller, Gomez (dal 27′ s.t. Draxler). (Leno, ter Stegen, Mustafi, Tah, Can, Weigl, Podolski, Sané, Schürrle, Götze). All. Löw.

ITALIA (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini (dal 15′ s.t.s Zaza); Florenzi (dal 41′ s.t. Darmian), Sturaro, Parolo, Giaccherini, De Sciglio; Pellè, Eder (dal 3′ s.t.s. Insigne). (Sirigu, Marchetti, Ogbonna, Darmian, De Rossi, Bernardeschi, El Shaarawy, Immobile). All.: Conte.

ARBITRO: Kassai (Ungheria)

NOTE: ammoniti De Sciglio (I), Parolo (I), Hummels (G), Pellè (I), , Schweinsteiger (G) per gioco scorretto, Sturaro (I) per proteste, Giaccherini (I) per c.n.r.. Recupero: 1′ p.t., 3′ s.t., 0′ p.t.s., 1′ s.t.s..

 

 

“Hai 12 presenze in serie A. In vita tua non hai mai vinto neanche il torneo della parrocchia. Ti presenti sul dischetto di fronte al miglior portiere del mondo, campione del mondo in carica, 4 volte campione di Germania, già vincitore di una Champions League, una Supercoppa europea, un mondiale per Club e un europeo Under 21. E invece di mettere il pallone a terra, farti il segno della croce e tirare in porta con tutta la forza che hai in corpo, trovi il tempo di fare il bulletto con la stessa strafottenza di un tamarro che minaccia il buttafuori davanti all’Hollywood.
E con la manina mimi il cucchiaio. Solo che invece del cucchiaio fra i piedi hai una vanga.
E tiri un rigore che neanche Conchita Wurst con le infradito.
Ora, in un mondo normale, dovresti andarti a nascondere nell’altro emisfero per i prossimi 10 anni. E invece dopodomani sarai in spiaggia a Formentera a farti paparazzare sorridente mentre giochi a racchettoni con qualche aspirante velina.
Ché la vergogna è un sentimento troppo nobile per i bulletti come te.”

Matteo Grandi,

da Facebook, Il labirinto, storie di ordinaria ingiustizia.

Inghilterra-Islanda -EURO 2016

Che settimana incredibile per gli Inglesi: Giovedì 23 Giugno votando il Referendum consultivo noto come “BREXIT” (parola composta da BRitish=BRITANNIA e EXIT=USCITA)  la Gran Bretagna e l’Irlanda del Nord sono USCITI dall’Europa, economicamente parlando; Lunedì 27 Giugno la Nazionale Inglese, perdendo l’Ottavo di Finale 2-1 (a sorpresa, ma meritatamente!) con la piccola Islanda è USCITA anche dall’Europeo di calcio.  Cinque giorni indimenticabili per i sudditi di Sua Maestà Britannica in particolare, sebbene l’USCITA più importante, la BRETIX colpisce non solo l’Inghilterra, ma tutto il Regno Unito. Una débâcle totale che sembra essere una ciliegina sulla torta per chi sperava nell’impresa dei ragazzi islandesi. Un risultato che arriva a fine serata dopo l’eliminazione dei Campioni D’Europa della Spagna ad opera dell’Italia di Antonio Conte, uscita, anche questa, degnamente meritata. Eppure per l’Inghilterra era iniziata bene la gara, buone geometrie e un vantaggio maturato giustamente grazie alla leggerezza della retroguardia islandese che creava un calcio di rigore ineccepibilmente concesso dal Direttore di gara Sloveno e perfettamente realizzato dalla stella, quasi ormai alla fine delle sue avventure con la maglia della Nazionale, quel Wayne Rooney che al minuto numero 4 illudeva (e non poco) i disillusi cittadini britannici ancora scottati dalla BRETIX. Ma chi di BRETIX ferisce di BRETIX perisce, appena due minuti ed arrivava a sorpresa il pareggio degli isolani rendendo felici non solo i propri tifosi, ma anche i padroni di casa francesi che speravano così di incontrare ai Quarti proprio l’Islanda e non l’Inghilterra. Speranze alimentate ancor di più quando al minuto 18 arrivava addirittura il vantaggio dei blu che rimaneva tale sino al termine della gara. L’Inghilterra esce con merito dall’Europeo, certo che la fortuna li avrebbe potuti aiutare in alcune circostanze, ma l’audacia e la forza fisica dei sorprendenti ICE MEN ha fatto si che il sogno della prima partecipazione ad un campionato Europeo possa ancora esser alimentato dal sogno di sconfiggere niente poco di meno che i padroni di casa della Francia, AUGURI ICELAND.

INGHILTERRA-ISLANDA 1-2
(primo tempo 1-2)

MARCATORI: Rooney (IN) su rig. al 4′, R. Sigurdsson (IS) al 6′, Sigthorsson (IS) al 18′ p.t.

INGHILTERRA (4-3-3): Hart; Walker, Cahill, Smalling, Rose; Alli, Dier (dal 1′ s.t. Wilshere), Rooney (dal 41′ s.t. Rashford); Sturridge, Kane, Sterling (dal 15′ s.t. Vardy). (Forster, Heaton, Clyne, Stones, Bertrand, Milner, Henderson, Lallana, Barkley). All.Hodgson.

ISLANDA (4-4-2): Halldorsson; Saevarsson, K. Arnason, R. Sigurdsson, Skulason; Gudmundsson, Gunnarsson, G. Sigurdsson, B. Bjarnason, Sigthorsson (dal 32′ s.t. E. Bjarnason), Bödvarsson (dal 43′ s.t. Traustason) . (Kristinsson, Jonsson, Magnusson, Hauksson, Hermannsson, Ingason, Sigurjonsson, Hallfredsson, Finnbogason, Gudjohnsen). All. Lagerback.

ARBITRO: Skomina (Slo).

NOTE: ammoniti G. Sigurdsson (IS), Sturridge (IN), Gunnarsson (IS)

Addio Bud

“Non c’è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo”
Bud Spencer, “Chi trova un amico trova un tesoro”, 1981

Quanti articoli sia sul web sia sulla carta stampata sono passati davanti ai vostri occhi in queste ore, in questi giorni. Se li stampaste e li metteste tutti davanti ai vostri occhi contemporaneamente sulla scrivania non fareste differenza, l’uno varrebbe l’altro; l’opera certosina dei mie anche illustri colleghi non andrebbe denigrata, certo, ma la ripetitività in questi casi riconduce al famoso COCCODRILLO, articolo preconfezionato da tempo per attori, cantanti, politici e comunque di personaggi famosi che essendo, magari malati da tempo, attendono di essere celebrati con pezzi che appaiono anche a pochissimi minuti la comunicazione della scomparsa, troppo lunghi e troppo dettagliati per essere stati concepiti all’ultimo momento. Non è certo una critica, è un uso consueto che la stampa fa dal giorno dei tempi!”

Concordare un articolo dove si ricorda il curriculum di questo “omone” sarebbe facile, partendo dalla sua prima carriera, quella sportiva, a quella di attore iniziata in un film storico, “QUO VADIZ?” del 1951 nella parte di una guardia dell’Impero Romano. Tutti sanno però che BUD-CARLO ebbe il successo per quei film scanzonati iniziati più per gioco che per velleità artistiche nel 1967 con DIO PERDONA, IO NO al fianco di un giovane attore, abbastanza conosciuto, ma non quanto lo sarebbe stato facendo parte della COPPIA, la “strana” coppia del Cinema italiano che a furia di dare cazzotti e spintoni hanno conquistato il pubblico degli adolescenti e dei bambini del tempo. Il Cinema italiano ha avuto altre coppie celebri, anche in televisione come Franco & Ciccio, poi anche al cinema; su tutte ricordiamo Totò e Peppino, indimenticati ed indimenticabili i cui film in bianco e nero colorano ancora oggi soprattutto le nostre estati, quando i canali televisivi, i primis la RAI TV crede che il CANONE-TASSA sia valido solo nella stagione che parte da settembre a maggio e che quindi nei mesi estivi non fa altro che propinare prodotti non eccelsi ai telespettatori. Certo, ci toglie la possibilità di ammirare le indimenticabili interviste di Bruno Vespa, o le ricette di Antonella Clerici, come possiamo stare per tre mesi senza di loro? Come si può stare senza Carlo Conti a tutte le ore del giorno e della sera? Non so proprio come faremo!

Una delle poche cose che si salva dalle messe in onda estive, sono, appunto, i film di Totò di cui apprezzo quasi tutta l’immensa filmografia: scegliendone uno mi fa stramazzare dalle risate, più di tutti

I TARTASSATI  del 1959 con Aldo Fabrizi, che se vogliamo è così attuale, col (maledetto) fisco che tartassa il povero cittadino. Oggi come oggi è di una attualità che fa spavento!

Tornando a Bud Spencer, io facevo parte di quel pubblico, del pubblico della domenica pomeriggio di mamma e papà che portavano i figli al cinema a divertirsi, ed anche loro, spensieratamente, forse, lo facevano; chissà, sono troppo cinico oggi per esserne convinto pienamente, ma una timida speranza che ciò avvenisse lo penso ancora, più che altro è una illusione. Andare al cinema per me e mio fratello era andare a vedere  Bud & Terence, Terence & Bud. Ricordo ancora che per “Io sto con gli ippopotami” prima di entrare in sala veniva distribuita la cartolina con le facce simpatiche dei due nostri beniamini e io mio fratello, che da piccoli ce le davamo di santa ragione ad ogni occasione, non persimo tempo a litigarcele. E per ”Chi trova un amico trova un tesoro” quando mio padre ci fece entrare in sala e lo spettacolo precedente non era ancora finito, e mi arrabbiai tanto con lui. Al tempo esisteva solo una sala, quelle sale con quelle tende grosse, a volta di colore blu, a volte di colore rosso porpora, caratteristiche, che per entrare in sala dovevi scostarle con veemenza, che se avevi perso l’inizio rimanevi in sala sino all’inizio dello spettacolo successivo, oggi ti cacciano via  a malo modo dalle Multi-Sala.

Tante volte ho provato ad andare ad un meeting dove c’erano i miei beniamini di quando ero prima bambino e poi adolescente, ma non ci sono riuscito ad andarci. L’avrei dovuto fare col Mio Caro Amico Checco, Amico di una vita, conosciuto all’asilo ed oggi posso dire che in un certo senso anche Terence è come me, ha perso un amico d’infanzia, sebbene il mio sia vivo e vegeto ma assente con la memoria passata.

A Te Checco dedico questo articolo, col cuore come direbbe una nota conduttrice televisiva, ma il mio sentimento nei tuoi confronti è molto più forte, mi arrogo il diritto di affermarlo con gioia!

Bud per me rimarrai nel cuore sinché campo, mi hai fatto passare la mia età più bella in spensieratezza, GRAZIE e anche a te TERENCE. Col cuore

STAR WARS – IL RISVEGLIO DELLA FORZA – EPISODIO VII –

Che la forza sia con te!

E’ questo (sarebbe meglio dire che era quello!) il motivo conduttore (o detto all’Amerigana il  “leitmotive”) della serie dei primi tre film della saga di Star Wars che dal 1977 al 1983 entusiasmò dapprima gli spettatori degli Stati Uniti e poi pian piano di tutto il mondo.  Una passione che ha portato il suo idolatrato ideatore George Lucas a sfornare tra il 1999 e il 2005 la saga prequel che ha modificato il modo di pensare e i titoli dei film precedenti trasformando in Episodio I (L’attacco dei cloni) quello del 1999 e via discorrendo sino a quello de 2015, Episodio VII (Il risveglio della forza) , che da quindi inizio alla terza (e forse non ultima, ma è tutto da vedere, che la pazienza sia con noi!) trilogia successiva alla saga iniziale 1977-1983. Sembra quasi un pastrocchio. Forse lo è davvero, o forse no. Sono tutti punti di vista alla fine. C’è chi osanna già quest’ultimo Episodio VII come un capolavoro (ne conosco almeno uno che ha anche la spada laser!), altri lo definiscono la riesumazione ufficiale di Harrison Ford (Han Solo) e Carrie Fisher (la Principessa Leia, qui in Episodio VII promossa al grado di Generale), insomma, opinioni opinabili che considerando la portata mondiale dell’evento filmico, di ciò che crea nelle masse planetarie (basta vedere i meeting organizzati in USA quanta gente ci partecipa) va comunque rispettato. Star Wars agita i fan come la politica e il calcio, argomenti, soprattutto nel paese Italico, che fanno alzare i toni sino ad esasperarli e creare attriti tra le persone. Chi vi parla non è un fan o un esperto di questa saga in particolare ma uno che di film in vita sua (ho superato i 18 anni da qualche tempo!) ne ha visto, che conosce l’arte inventata dai famosi Fratelli francesi, che ha potuto apprezzare gli inizi con Buster Keaton (1895-1966)  (non Michael Keaton che fece Batman, sia chiaro nerd che mi leggi, non lui!), che adora l’arte del delitto di Sir Alfred Hitchcock, che colleziona tutti i film del Divino Clint Eastwood. Questa non è la canonica recensione cinematografica che potreste leggere sull’inserto del sabato del Corriere della Sera o del Venerdì di Repubblica, dove appare poco o niente di ciò che potreste leggere in rete su Wikipedia se solo voleste sapere per filo e per segno la trama del film in oggetto: non credo davvero che chi legge la rivista www.lavocetta.it attenda trepidante la messa in rete del giornale per leggere le recensioni cinematografiche che il sottoscritto o il Da Lio (caro  collega J  )  scrivono, no, Voi cari lettori sapete benissimo che noi siamo alternativi e per questo non vi tradirò, sebbene non sempre la trama del film recensito non venga menzionata. Ma stiamo parlando del Film dei Film, atteso da quasi due anni (se non di più) e chi lo aspettava non certo avrà bisogno di leggere questa recensione per sapere la trama del film. Lo avrà fatto da mesi e mesi e magari per rinfrescarsi la memoria si sarà ripassato tutti gli episodi precedenti. Strano che le sale cinematografiche non abbiamo propinato le maratone che in altri casi come Harry Potter o Il Signore degli anelli si son verificate. Forse problemi di SIAE, o forse no, chissà. Comunque sia la domanda che mi son fatto alla fine della proiezione era, dopo avere notato alla prima interruzione che ero quasi uno dei più vecchi spettatori presenti in sala: ma davvero era necessario Episodio VII?

Prima della messa in onda dell’agognato film hanno passato il trailer di Point Break, giusto per gradire un ennesimo remake di un film che poi non è così tanto vecchio, era il 1991, solo 24 anni anni fa, insomma, pochini per la rieditazione.

E visto che parlavo di motivo conduttore all’inizio dell’articolo, ecco che arriviamo al punto: ciò che l’industria Cinematografica, soprattutto quella Statunitense, da anni sta facendo quello che non faceva negli anni d’oro della Major, ossia RISCHIARE, proporre innovazione, nuova linfa, nuove idee da far macinare al pubblico, innovare.

Ossia esattamente quello che si sta facendo con Episodio VII,  Point Break, Il Grande e potente Oz, Fast and furious 7, Jurassic World, Cenerentola, Mad Max, Terminator genesis, Taken 3, Fantastici 4, Mission Impossible 5, insomma, rivisitazioni di pellicole di successo, giusto per non arrischiarsi in idee che potrebbero toppare e quindi creare perdite di milioni di dollari; Cleopatra , film del 1963 con Liz Taylor e Richard Burton è un insegnamento per le case cinematografiche che hanno imparato a non ripetere, sebbene sia successo qualcosa di simile, ma non così gravoso come quello: e rimane più famoso per aver quasi fatto fallire la 20th Century Fox che per la love story tra i due attori sopracitati.

Ci sono due film della storia del Cinema che gli spettatori vorrebbero fossero prodotti, film leggenda, come gli attori che li interpretarono: sto parlando di Casablanca e Via col vento. Films che solo nominarli, solo pensare di ipotizzare di produrli fanno rientrare dentro il portafogli le dita dei potenziali produttori. E terrorizza gli attori potenziali. Chi potrebbe interpretare degnamente Humprey Bogart o Clark Gable? In passato alcuni nomi sono stati avvicinati, solo ipotesi, rispedite al mittente.

 

Per la cronaca, Episodio VI, diretto dal nuovo Re Mida di Hollywood J.J.Abrams ha come motivo conduttore la ricerca sia dei buoni sia dei cattivi dell’ultimo Jedi rimasto in vita, Luke Skywalker. Che all’ultimissima scena verrà trovato.

Han Solo viene ucciso da suo figlio che ha in lui la forza ma che in questo episodio è ancora oscurissima. Una scena simile a quella tra Dart Fener e suo figlio.

 

THE BABADOOK

9.857.000 versus 7.692.000 non sono gli abitanti bensì i km quadrati di States of America e Australia, non si crederebbe che gli yankees siano più estesi dei kangaroos, vero? Ma in quale di questi due continenti sarà stato creato questo film? Dare per scontato che siano stati i soliti superbi nordamericani sarebbe una leggerezza, ma ve ne do ragione, Babadook parrebbe proprio così, un’americanata, come fu nel 2003 “Non aprite quella porta” (chissà mai cosa ci sarebbe dovuto essere dietro la porta se non il solito maniaco di turno, sebbene in quel caso fosse un mostro dalla mente malata). Nel caso di Summer 2015, è un libro maledetto che compare improvvisamente in una casa australiana a terrorizzare una mamma, già segnata psicologicamente da un figlio “difficile”;  forse si penserebbe che costei magari non sapeva proprio cosa fare del proprio tempo; invece di andare a caccia di mostri ed essere presa per pazza da vicini, polizia e compagnia cantante deve iniziare un combattimento con l’entità che giocoforza ha preso possesso della mente del suo bambino e della casa. La solita solfa condita da qualche effetto speciale non innovativo si penserebbe. Una trama sconclusionata per un finale dove il mostro cattivo veniva confinato in cantina sarebbe poco credibile? Ebbene, chi avesse dei dubbi che vada a bussare la porta di questa casa australiana, che si facesse accompagnare in cantina per vedere se ogni giorno la padrona di casa non va davvero a portargli un piattino col latte per colazione e qualche bistecca tra pranzo e cena. Ne riparleremo, se ne uscirai vivo da li.